I requisiti di ordine generale
 
I requisiti di ordine generale necessari per la qualificazione sono quelli previsti all’art. 80 del D.Lgs. n.50/2016, tra i quali in via principale:
  • (D.Lgs. 50/2016, art. 80, comma 1, lett. a), b), c), d), e), f), g) e comma 5 lett. c) che nei propri confronti, non è stata pronunciata condanna con sentenza passata in giudicato, o emesso decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, per i reati rubricati all' art. 80 comma 1 lett. a), b), c), d), e), f), g) e comma 5, lett. c) del D. Lgs. n. 50/2016;
  • (D.Lgs. 50/2016, art. 80, comma 2) che nei propri confronti non sussistono cause di decadenza, di sospensione o di divieto previste dall'articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 o di un tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all'articolo 84, comma 4, del medesimo decreto;
  • (D.Lgs. 50/2016, art. 80, comma 5, lett l) di non essersi trovato, nell'anno antecedente, nella situazione di vittima di reati previsti e puniti dagli articoli 317 e 629 del codice penale aggravati ai sensi dell'art. 7 del D.L. 13 maggio 1991, n. 152, convertito dalla Legge n. 203/1991;

  • (D.Lgs. 50/2016, art. 80, comma 4), che l’Impresa non ha commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o i contributi previdenziali, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui  è stabilita;

  •   (D.Lgs. 50/2016, art. 80, comma 5, lett. a), che l’Impresa non ha commesso gravi infrazioni debitamente accertate alle norme in materia di sicurezza sul lavoro nonché agli obblighi di cui all'art.30, comma 3 del codice;

  • (D.Lgs. 50/2016, art. 80, comma 5, lett. b), che non si trova in stato di fallimento, di liquidazione coatta, di concordato preventivo e che non sono in corso procedimenti per la dichiarazione di una di tali situazioni;

  • (D.Lgs. 50/2016, art. 80, comma 5, lett. c), l’inesistenza a carico dell’impresa di gravi illeciti professionali;  

  • (D.Lgs. 50/2016, art. 80, comma 5, lett. f), che nei confronti dell’Impresa non è stata applicata la sanzione interdittiva di cui all’art. 9, comma 2, lettera c), del D.Lgs. n. 231/2001 o altra sanzione che comporta il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione compresi i provvedimenti interdittivi di cui all' art. 14 del D.Lgs. n.81/2008;

  • (D.Lgs. 50/2016, art. 80, comma 5, lett. g) e comma 12), che nei confronti dell’Impresa non risulta l’iscrizione nel casellario informatico di cui all’art.213, co, 10, del D.Lgs. n.50/16 per avere presentato false dichiarazioni o falsa documentazione ai fini del rilascio dell'attestazione di qualificazione o la partecipazione alle procedure di gara e per l’affidamento dei subappalti;

  •  (D.Lgs. 50/2016, art. 80, comma 5, lett. h), che l’Impresa non ha violato il divieto di intestazione fiduciaria posto dall’art. 17 della Legge n. 55/1990;  

  • (D.Lgs. 50/2016, art. 80, comma 5, lett. i), che, ai sensi delle disposizioni di cui alla Legge n. 68/1999, l’Impresa:
    • è in regola con le norme che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili;
ovvero:
  • non è tenuta al rispetto delle norme che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili (l. 68/99) avendo alle dipendenze un numero di lavoratori inferiore a 15;

  •   (D.Lgs. 50/2016, art. 80, comma 5, lett. l), che l'impresa non è stata vittima dei reati previsti e puniti dagli articoli 317 e 629 del codice penale aggravati ai sensi dell'art. 7 del Decreto-legge n. 152/1991, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 203/1991, o essendone stato vittima, di non aver omesso di denunciare i fatti all'autorità giudiziaria, salvo che ricorrano i casi previsti dall'art. 4, primo comma, della Legge n. 689/1981. La circostanza di cui al primo periodo deve emergere dagli indizi a base della richiesta di rinvio a giudizio formulata nei confronti dell'imputato nell'anno antecedente alla pubblicazione del bando e deve essere comunicata, unitamente alle generalità del soggetto che ha omesso la predetta denuncia, dal procuratore della Repubblica procedente all'A.N.AC., la quale cura la pubblicazione delle comunicazione sul sito dell'Osservatorio.